Bias Cognitivi: 4 scorciatoie per migliorare le vostre campagne online (e non solo)!

Nell’articolo precedente abbiamo visto cosa sono i Cognitive Biases e 6 metodi di utilizzarli nel marketing. Oggi proseguiamo con questo argomento, vedendo ulteriori strategie che potranno esservi molto utili. 

Ricordiamoci che capire e prendere in considerazione il lato psicologico del marketing, aiuta a persuadere e influenzare il pubblico del Web. 

Le migliori campagne di marketing sono frutto dell’unione tra marketing e psicologia: dove il messaggio arriva al pubblico in modo profondo e umano. 

Quali tecniche vedremo oggi?

  • Bandwagon Effect 
  • Zero Risk Bias, o Certain Effect 
  • Endowment Effect 
  • Not invented Here

Aggiungiamo dicendo che i Cognitive Biases ci aiutano a non sprecare troppo tempo a pensare a determinate decisioni da prendere e risparmiamo di conseguenza energia. 

Noi li vogliamo aiutare o no i nostri consumatori a ragionare meno possibile? 🙂

Cos’è il Bandwagon Effect?

Sicuramente la maggior parte delle persone ha già sentito parlare di questo effetto, che in italiano si tradurrebbe come ”effetto carrozzone”. 

Le credenze, le idee, la moda e le tendenze aumentano sempre di più, quando sono adottate da un gran numero di persone. 

In altre parole, l’effetto in questione spiega quanto sia più probabile per qualcuno fare, dire, credere a qualcosa, se un numero elevato di altre persone hanno “già fatto così”. Questo è a volte anche chiamato groupthink o il comportamento del gregge.

bandwagon effect

Nei social media, in particolare, è molto comune questo comportamento: se per esempio nei social tutti fanno le stories con i sondaggi, finirai anche tu per fare lo stesso. 

Come viene applicato nel marketing?

Non è difficile da indovinare, i testimonial sono l’esempio più lampante e appropriato. Provate a pensare a tutto il trend delle “Influencer”. Avere molti testimonial significa che sono in molti ad apprezzare il prodotto/l’idea/il servizio in questione. Per non parlare dell’efficacia che si può ottenere ingaggiando un influencer. 

Cos’è il Zero Risk Bias, o Certain Effect?

Il nome parla da solo: è la tendenza a favorire tutto ciò che sembra non condurre a rischi. 

Ecco perché molti brand garantiscono il rimborso o prove gratuite: questa sensazione di andare sul sicuro, attira molto i clienti, specialmente quando si parla di un nuovo prodotto/servizio che non è ancora molto conosciuto o abbastanza recensito. 

Online parliamo di “trial”, ma da quanti decenni sentiamo il concetto “Soddisfatti o Rimborsati”?

zero risk bias

Come viene applicato nel marketing?

Più riesci a garantire zero rischi al consumatore, più questo sarà propenso ad acquistare da te senza pensarci due volte. Limitare il rischio per il consumatore è la formula magica. 

Limitare il rischio e l’impegno, aiuta ad abbassare le barriere, e facilita l’acquisizione di un nuovo cliente. Vi ricordate quando abbiamo parlato di Tripwire?

Quindi, il consiglio è di comunicare chiaramente e far risaltare attraverso i tuoi annunci pubblicitari questo aspetto importante. Ovviamente è importante inserirlo anche nel copy del tuo sito web o landing page. 

Utilizza anche le promozioni o gli sconti in questo senso, fai percepire meno rischi, meno coinvolgimento, meno impegno…. raramente le persone poi tornano indietro! 

Cos’è il Endowment Effect?

È la tendenza ad attribuire più valore alle cose solo quando si possiedono. 

Come si applica al marketing?

Questo Bias è legato allo Zero Risk, diciamo complementare.

Oggigiorno è molto comune utilizzare questa tecnica, attraverso i coupon, periodi di prova gratuiti o campioni di un prodotto. Queste esperienze generano in noi un senso di proprietà e siamo quindi meno propensi a smettere di possedere quella cosa, a tal punto che ne compriamo la versione a pagamento. 

Un esempio concreto? Netflix, Spotify, ecc. Il periodo di prova gratuita di Netflix ti porta ad acquistare la versione a pagamento: molto spesso tendiamo a pagare di più per qualcosa che già abbiamo, rispetto a qualcosa di nuovo che non possediamo, questo perché abbiamo già dichiarato di possederlo e non possiamo smentirci o cambiare totalmente versione: nella nostra mente possediamo il prodotto anche se è solo la versione prova gratuita. 

Ovviamente la chiave è avere un super prodotto! Se volete approfondire vi lascio l’articolo che avevo scritto sulla Customer Experience!

Cos’è il Not Invented Here?

È la tendenza a non usare prodotti o accettare idee che si sviluppano al di fuori del nostro gruppo di appartenenza. Come fenomeno sociale, questo può manifestarsi come una mancanza di volontà di adottare un’idea o un prodotto perché nasce da un’altra cultura.

Se un consumatore non riconosce o non si identifica in un prodotto o servizio, sarà meno propenso ad acquistarlo e/o utilizzarlo.

not invented here

Se un’azienda è nuova come fa a posizionare il suo prodotto/servizio nel mercato? Un’ottima strategia potrebbe essere allinearsi con brand noti, iniziando una collaborazione.

Supponiamo che tu sia un produttore dell’altra parte del mondo e che tu voglia approdare nel mercato italiano. Sicuramente ha senso promuovere il brand associandosi sui social media sui valori italiani/di italianità oppure fare co-marketing con dei brand Italiani in linea con il tuo prodotto, così da evitare l’effetto “not invented here”.

Un altro modo di evitare questo effetto è inserire nel tuo sito testimonianze o loghi di aziende o professionisti locali molto conosciuti.

Conclusione

Con l’articolo scorso e questo, abbiamo descritto diverse tecniche efficaci da utilizzare nelle vostre campagne.

È un argomento che mi piace molto perchè ti aiuta a capire davvero come funziona il marketing e come il nostro cervello viene influenzato tutti i giorni.

I cognitive biases sono molto interessanti e utili ed è per questo che nel prossimo articolo parleremo di come possono aumentare il tasso di conversione delle landing page!

Se avete applicato queste strategie, fateci sapere nei commenti  le vostre opinioni in merito e non perdetevi il prossima e ultimo articolo sui Cognitive Biases.